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Rinnovato il gemellaggio con l?unico ospedale cattolico di Gerusalemme

Continua anche per i prossimi due anni la collaborazione tra il Papa Giovanni XXIII e il Saint Joseph Hospital (SJH), con l?obiettivo di offrire periodi di training formativi a Bergamo agli operatori dell?unico ospedale cattolico di Gerusalemme e principale centro di riferimento per la chirurgia toracica, urologica e bariatrica in East Jerusalem, West Bank e striscia di Gaza. Il rinnovo dell?accordo, sottoscritto per la prima volta nel novembre del 2016, ? stato firmato oggi all?Ospedale di Bergamo alla presenza del Vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, e di Suor Valentina Sala, responsabile del gemellaggio per il SJH.
? I settori prioritari di rafforzamento delle capacit? assistenziali e diagnostico-terapeutiche sono stati individuati nell?emergenza-urgenza, nella gestione dei pazienti in terapia intensiva, nelle gravidanze a rischio e nella cura dei pazienti con patologia medica o chirurgica.
? Gi? lo scorso mese di ottobre un radiologo, un anestesista, due specializzandi in ostetricia e ginecologia e un pediatra del Saint Joseph Hospital erano stati ospiti del Papa Giovanni per 15 giorni, affiancando i nostri specialisti che si occupano della salute delle donne e dei bambini e ponendo le basi del secondo capitolo della collaborazione. Infatti, se nel biennio precedente il gemellaggio coinvolgeva solo infermieri e ostetriche, con il nuovo accordo anche i medici avranno la possibilit? di trascorrere a Bergamo cicli di training della durata di 4 settimane, sotto la guida di tutor esperti delle procedure oggetto di addestramento. A loro volta i tutor dell?ospedale di Bergamo avranno la possibilit? di recarsi a Gerusalemme per verificare sul campo le attivit? oggetto di formazione.
? ?Nel biennio appena trascorso abbiamo ospitato 14 operatori dell?ospedale di Gerusalemme, tra medici, coordinatori, infermieri e ostetriche, che hanno frequentato per quattro settimane, seguiti da tutor, il nostro Pronto soccorso, le Terapie intensive, la Patologia neonatale, le sale parto e le chirurgie. A loro volta i nostri tutor sono stati a Gerusalemme a novembre dello scorso anno per una verifica sul campo del raggiungimento degli obiettivi ed ? gi? prevista una seconda visita da parte di operatori della nostra Direzione professioni sanitarie e sociali nella prima parte del prossimo anno ? ha commentato il direttore generale dell?ASST Papa Giovanni XXIII Carlo Nicora ?. ? un?iniziativa che conferma la nostra vocazione internazionale, lo spirito di cooperazione allo sviluppo di altre realt? sanitarie e il ruolo di riferimento dell?Ospedale di Bergamo anche nel panorama extra-europeo in settori specialistici con l?obiettivo di migliorare la salute delle persone?.
? ?Ci? che ha dato vita a questo progetto sono state le relazioni: relazioni di condivisione, di scambio, di apertura ? ha commentato Suor Valentina Sala -. A distanza di due anni devo dire che sono ancora le relazioni a costituirne la ricchezza: ciascuno che ne ha preso parte ha contribuito con il suo tempo, con le sue capacit?, con il suo esempio e dando il meglio di s?. I nostri infermieri, ostetriche, medici sono stati molto colpiti innanzitutto dal modo in cui tutors, staff ed amministrazione del Papa Giovanni, personale del Central Hostel e della Casa del Giovane, responsabili diocesani, li hanno accolti e si sono presi cura di loro e di come li hanno visti lavorare e rapportarsi con pazienti, colleghi, persone destinatarie del loro servizio. Le settimane di training al Papa Giovanni offrono un'occasione di crescita professionale e personale unica per il nostro staff che poi si trova ad affrontare la sfida, comunque positiva, di creare un cambiamento nella nostra realt? in Gerusalemme. In questo senso la scelta di inviare i tutors al Saint Joseph Hospital resta una parte essenziale di questo progetto che ha tutte le potenzialit? per continuare?.
? La Diocesi di Bergamo anche per il prossimo biennio si far? carico dell?ospitalit? e del pernottamento degli operatori del SJH durante i periodi formativi in terra orobica.?
? ?Il progetto di cooperazione internazionale che vede coinvolta l?ASST Papa Giovanni XXIII, il Saint Joseph Hospital di Gerusalemme e la Diocesi di Bergamo rappresenta una profetica e significativa iniziativa per la comunit? civile ed ecclesiale ? ha concluso il Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi -. La Diocesi di Bergamo, come si legge nel progetto stesso, ?cura la sensibilizzazione della Comunit? cristiana sui temi del dolore e della malattia, animando e coordinando iniziative di formazione e di aggiornamento. Per questo ha deciso di sostenere il SJH e la sua opera meritoria, svolta a favore della popolazione di Gerusalemme e di Gaza? e di ?fornire il proprio supporto per facilitare il percorso formativo assicurando l?ospitalit? serale e il pernottamento dei tirocinanti?, sostenendo l?accoglienza con i fondi dell?8 per mille?.